Stevia essicazione naturale

Il momento del raccolto e successiva essicazione della stevia si avvicina, pertanto abbiamo provveduto ad effettuare alcune prove di disidratazione industriale.

Con il contributo di un’ azienda agrigentina abbiamo fatto delle prove disponendo alcune migliaia di tralci di stevia, provenienti dal vivaio di Campobello di Mazzara, in un mini-container e riscaldando con aria calda prodotta da un particolare pannello solare.

Questo pannello dotato anche di una parte a fotovoltaico, quindi autonomo dalla rete elettrica, convoglia un flusso d’aria laminare al suo interno che viene poi spinta nella camera di essicazione: il tutto porta ad un alto rendimento energetico e quindi di disidratazione della stevia con un ciclo diurno di 9 ore ad una temperatura controllata di 35 °C.

Abbiamo iniziato questi test con largo anticipo sul tempo previsto della raccolta a settembre per il verificarsi di un fatto inatteso: in un impianto in Sicilia ed in uno nelle Marche la stevia sta iniziando a fiorire , segnale inequivocabile che è il momento di procedere al taglio dell’ “ERBA DOLCE”. Ciò ci porterà ad effettuare due raccolti già al primo anno invece che uno come previsto, a tutto beneficio e rendimento del nostro Business Plan e degli agricoltori che hanno creduto in questo progetto.

essicazione 4

N.B. per appezzamenti di 1-2 ha è possibile essicare la stevia distendendola su teli, in un luogo assolato e protetta dal vento, per 2-3 g.g.

Bambuseti a quote

Continua l’ espansione dei bambuseti giganti A QUOTE.

Anche chi non ha  TERRENI AGRICOLI può fare un investimento ad alto reddito acquistando un bambuseto a quote di una società s.r.l. finalizzata alla piantumazione, gestione e commercializzazione dei prodotti ovvero germogli e culmi.  L ‘investimento è nell’ordine dei 20.250 € per una quota del 5% con una redditività del 20%-30% a partire dal 5° anno.

E’  importante affidarsi a società affermate  che acquistino il terreno da piantumare . Ciò è basilare perchè la durata del bambuseto ( quindi dell’investimento ) è di 80-100 anni  e dal 4° anno la produzione aumenta notevolmente . Meglio ancora se il bambuseto adotta un disciplinare di coltivazione BIO .

Attualmente ci sono circa una ventina di SRL Agricole (a fiscalità ridotta) in Piemonte, Lombardia e Toscana, che hanno venduto a piccoli investitori le loro quote.

Società già presenti sul mercato, si impegnano all’ atto della vendita delle piante madri, all’acquisto , dopo il 4°-5° anno dei germogli e culmi al miglior prezzo di mercato.

Chi è interessato può richiedermi informazioni più dettagliate sulle società che realizzano bambuseti ” a quote ” cell. 3701323488

In basso germogli raccolti dall’ Autore nel novarese, scrittore ed editore del libro  Guadagnare con il Bambù Gigante

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Uno delle CENTINAIA di prodotti fatti con il bambù gigante:  panni multi-uso in tessuto di bambù in vendita, in questi giorni, alla Fiera dell’ Artigianato ad Erba.

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Irrigazione empirica ? No, elettronica e Neurobiologia vegetale ci spiegano i perchè.

Nella mia quarantennale carriera agronomica la domanda che mi sono sentito rivolgere centinaia di volte è : quando devo irrigare ?

Fortunatamente i tempi cambiano ed anche in agricoltura si fanno strada nuove tecnologie: un’ azienda 100% italiana ha messo a punto un sistema elettronico semplice ma efficace, in grado di aiutare l’ agricoltore sulla tempistica di quando irrigare.

Che sia una coltura di molti ettari o un giardino metropolitano, alcuni sensori posti nel suolo rilevano il grado di umidità in continuo, trasmettendo i dati ad una centralina che a sua volta li invia al server dell’ Azienda o del responsabile, ed il gioco è fatto!

Fortunatamente dopo anni di predominio di società americane ed anglosassoni, ora sul mercato esistono ottimi prodotti made in Italy: è il caso della Elycon di Latina specializzata in sistemi di monitoraggio in agricoltura.

La centralina sulla base dei dati ricevuti, tramite un programma, elabora un diagramma che ci indica lo stato di “stress idrico” delle piante dandoci le indicazione di quando irrigare al fine di mantenere il giusto grado di umidità nel terreno. Il monitoraggio dei dati è consultabile da computer o smartphone.

Personalmente ne ho utilizzato diverse unità nei campi pilota di stevia nel Centro-Sud Italia, diseguito vi riporto uno studio fatto su una piantagione di kiwi dove sono evidenti i benefici economici.

A proposito dello stress idrico, vale la pena ricordare le strabilianti scoperte fatte da una nuova scienza la Neuro-Biologia Vegetale”. In primis, quelle del Prof. Stefano Mancuso direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale di Firenze e della rivista «Plant Signaling & Behavior», uno dei fondatori della disciplina che studia i segnali e la comunicazione nelle piante a tutti livelli di organizzazione biologica dalla singola molecola alle comunità ecologiche.  Sono state scoperte sempre più complesse reazioni biochimiche nelle piante dovute per esempio alla mancanza d’ acqua o da un’ irrigazione eccessiva: queste reazioni sono comparabili a quelle del sistema nervoso degli organismi superiori, producendo nelle piante dei comportamenti di auto-difesa e provocando anche  il rallentamento vegetativo delle stesse.

 Da qui l’importanza , come da sperimentazioni effettuate in pieno campo, di irrigare al momento giusto per :

  • ridurre i consumi idrici evitando “stress” che rallentino la vegetazione delle piante
  • diminuire i consumi energetici relativi alle stazioni di pompaggio
  • aumentare la produzione e la qualità di ortaggi, frutta, erbe aromatiche ecc

  • aggiungendo sensori dell’ umidità fogliare, decidere la tempistica dei trattamenti con fitofarmaci diminuendone frequenza ed intensità degli stessi

Pertanto la vera domanda è : conosci a fondo lo stato di benessere delle tue piante, di quelle piante che sono la tua fonte di reddito ?

Un ottimale e costante stato di idratazione , come per gli esseri umani, è fondamentale anche per lo sviluppo dei vegetali !!!

Il sistema di monitoraggio nella configurazione base costa intorno ai 1000 € ed è pronto per l’uso. Ulteriori sensori si possono aggiungere per rilevare temperatura ed umidità dell’ aria, vento, pioggia , luminosità ecc.

Per informazioni cell. 3701323488 o scrivete a folgore1949@gmail.com

La Neurobiologia delle Piante – Prof. Stefano Mancuso

Cito da Stampalibera.it : Il “New Yorker” lo ha inserito, quest’anno, nella classifica dei “world changers”, le personalità che stanno cambiando il mondo, uno scienziato capace di analizzare tra i primi le potenzialità dell’intelligenza “silenziosa e sconosciuta” delle piante e dei fenomeni complessi legati al mondo vegetale. Stiamo parlando di Stefano Mancuso, il botanico originario di Patti che è diventato una figura di riferimento internazionale, direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia vegetale (LINV) dell’Università di Firenze, docente in Giappone, Svezia, Francia, membro fondatore dell’”International Society for Plant Signaling & Behavior”, autore di testi sul mondo delle piante tradotte in una ventina di lingue, che hanno ricevuto premi quali “The science book of the year” 2016 del ministero della ricerca austriaco. Di recente “Le Monde” ha dedicato addirittura la prima pagina, con la foto di Mancuso in primo piano, alle straordinarie scoperte della “neurobilogia vegetale”

Un luminare della biodiversità e dell’ecocompatibilità, capace di analizzare la memoria delle piante, la loro capacità di adattamento, la loro capacità organizzativa, le potenzialità vegetali per combattere l’inquinamento ambientale tramite la “fitorimediazione”: “Le piante incarnano un modello molto più resistente e moderno di quello animale; sono la rappresentazione vivente di come solidità e flessibilità possano coniugarsi. La loro costruzione modulare è la quintessenza della modernità: un’architettura cooperativa, distribuita, senza centri di comando, capace di resistere alla perfezione a ripetuti eventi catastrofici senza perdere funzionalità e in grado di adattarsi con grande rapidità a enormi cambiamenti ambientali”, scrive nel recente saggio Plant Revolution, edito da Giunti.

11° Congresso mondiale sul bambù agosto 2018 in Messico

Per darvi un idea dell’importanza di questo congresso e degli interessi commeciali che gravitano intorno a questa coltura erbacea, vi riporto di seguito il documento finale siglato dai 320 partecipanti in rappresentanza di 40 paesi, in Sud Korea il 21 settembre del 2015, al 10° Congresso Mondiale sul bambù ( il congresso ha cadenza triennale)

“Il Bamboo per il pianeta”

Noi, partecipanti al 10° Congresso Mondiale sul Bambù, invitiamo tutti i capi di governo di tutti i paesi del nostro pianeta a riconoscere il contributo essenziale del bambù nella lotta contro il cambiamento climatico.

Noi testimoniamo che il bambù è uno dei migliori sequestratori di CO2 , che è in grado di ripristinare e proteggere le terre dall’erosione e dal degrado, che il bambù è in grado di produrre materiale in fibra legnosa di alta qualità da una risorsa rapidamente rinnovabili, e che il bambù può essere definito eco-sostenibile riuscendo a fornire le entrate economiche anche alle popolazioni in stato di bisogno.

Esortiamo i governi a liberare il bambù, un erba gigante, dalle limitazioni di codici forestali nazionali obsoleti per stimolare sviluppi sociali ed economici.

Esortiamo i governi a lanciare politiche innovative per stimolare il multi-uso del bambù nei settori: bio-energia, edilizia, medicina, trasporti, agro-forestale, nutrizione, e altre applicazioni innovative.

Esortiamo i governi a sostenere la ricerca, lo scambio di conoscenze migliorando la comunicazione sullo sviluppo del bambù per il bene di tutta l’umanità.

Collaboreremo per ottenere una designazione ufficiale da parte delle Nazioni Unite affinchè dichiarino il  18 settembre La Giornata Mondiale del Bambù.

(credo in questa coltivazione, auspico che il Governo Italiano prenda seriamente in considerazione il bambù e farò il possibile per essere in Messico e riportarvi gli atti dell’ 11° Congresso  )

Formidabile durezza del bambù ?!

Vero o falso ?

In effetti quando si parla del bambù, spesso in riferimento ai parquet di questo materiale, ci parlano di una incredibile durezza.

Da test effettuati secondo il metodo Brinell, come riporta anche in un suo articolo l’ Arch. Giovanna Barbaro esperta e ricercatrice di materiali ed applicazioni eco-sotenibili, il bambù ottiene un coefficiente di 9 rispetto al ben noto teak con solo il 4.

La verità sta spesso nel mezzo ed un coefficiente sarà chiaro quando avremo delle estese piantagioni di bambù gigante in Italia, con cui fabbricare a chilometro zero, i nostri parquet e laminati.

Infatti , dato che i culmi (canne) di bambù tendono ad arricchirsi di silicio con il passare degli anni , conferendogli la nomea di “acciaio verde”, solo allora , sapendo l’origine e l’età dei culmi impiegati potremo avere delle certezze sulla sua durezza.

COP21 Parigi: bambù eco sostenibile

Penso che gli agricoltori dovranno fare la loro parte , impegnandosi a  produrre cibo sano e nutriente, ma diversificando le colture e  puntando alla sostenibilità.

Una carta vincente può essere il BAMBU’ GIGANTE che cattura enormi quantità di CO2 e genera fino al 35% più ossigeno rispetto ad altre specie arboree, producendo al contempo notevoli margini di guadagno.

Un ettaro di bambù gigante trasforma in ossigeno fino a 62 tonnellate di CO2 / anno, mentre 1 ettaro di bosco giovane sottrae all’ atmosfera solo 15 tonnellate di CO2 / anno. (Fonte: J. Janssen, Università Tecnica di Eindhoven, 2000).

Bambù gigante nel West Africa

Facendo seguito all’ articolo sul Carbomark, Ecoplanet, un’ente britannico di venture capital etico, và evidenziato per aver dal 2010 investito 10 milioni di euro per il mercato dei crediti di carbonio proprio da piantagioni di bambù, quindi un valido precedente in Europa.

Non solo ma Ecoplant sta investendo in Ghana come in Sud Africa e Nicaragua centinaia di milioni di euro in piantagioni di bambù gigante come potete guardare sul loro video

Questo video intitolato ” Come il capitalismo responsabile può trasformare Comunità, paesaggi e l’Industria” è dedicato a Earth Day Network, ai loro 50.000 partners sparsi in 192 paesi ed a più di 1 miliardo di persone che si sono impegnati a creare e supportare le soluzioni per i problemi più urgenti del nostro mondo.
Scritto e diretto da: Martin Hoffman & Stephen Donofrio

In Ghana ,dove ho lavorato dal 2013 al 2015, ho visto Ecoplanet bambù intraprendere una partnership pubblico-privato con la Commissione forestale  ghanese per lo sviluppo di piantagioni di bambù commerciali. La prima piantagione si trova nella regione di Ashanti, in una zona che ha subito una grave deforestazione nel 1970. La piantagione rappresenta un  progetto unico e innovativo in un paese in cui il settore forestale è stato tradizionalmente focalizzato sulla produzione di teak.

La produzione stimata è , a regime, di 750.000 Tons all’ anno

Ecoplanet 2
Vivaio e meccanizzazione agricola ad Ashanti Central Ghana 

Progetto europeo Carbomark

 

In un recente convegno tenutosi a Udine, Silvia Stefanelli responsabile dei progetti di energia rinnovabile della Direzione Centrale Ambiente Energia e Politiche per la Montagna della regione Friuli V. G. e consulente riguardo le politiche del clima per la riduzione del gas serra per la Commissione Europea, ha illustrato le opportunità nel mercato volontario dei crediti di carbonio agro-forestale ed i meccanismi molto rigorosi messi a punto con il progetto europeo CARBOMARK.

In ultima analisi , la Dott.ssa Stefanelli non ha escluso che in futuro anche il BAMBU’ GIGANTE possa essere inserito nel mercato locale dei crediti di carbonio, in virtù della sua velocità di crescita, alto tasso di trasformazione dell’anidride carbonica e possibilità di fabbricare prodotti durevoli.

Due esempi di contratti Carbomark

Crediti di carbonio da gestione forestale sostenibile certificata

 Marzo 2012

Comune di Caltrano – Zuccato F.lli srl

  • Quantitativo di crediti offerti: 100 tonnellate di CO2
  • Prezzo base di offerta: euro 30 a tonnellata/CO2
  • Quantitativo di crediti acquistati: 50 tonnellate di CO2
  • Prezzo di acquisto: euro 30 a tonnellata/CO2

Bando di gara e modulo per l’offerta

Documento aggiudicazione Comune di Caltrano

 Marzo 2012

Comune di Lusiana – Etra spa

  • Quantitativo di crediti offerti: 100 tonnellate di CO2
  • Prezzo base di offerta: euro 30 a tonnellata/CO2
  • Quantitativo di crediti acquistati: 100 tonnellate di CO2
  • Prezzo di acquisto: euro 40 a tonnellata/CO2