Noi chiacchieriamo, i cugini francesi si muovono!!!

Leggevo ieri quanto pubblicato da un Centro Sperimentale Francese per lo Sviluppo dell’ agricoltura, che caldeggia senza tante remore lo sviluppo di nuove piantagioni di stevia-bio con limite di -4/-5 C°. Questa è la regola canonica, vero è che poi esistono coltivazioni da tre anni di stevia a Pinerolo città non certo nel Centro-Sud Italia. In effetti è ciò che sta avvenendo nella regione francese di Aquitaine, dove si stanno moltiplicando, a vista d’occhio, le piantagioni di stevia.

Ital Stevia promuove le coltivazioni di stevia in Italia, fornisce piante madri ibride ad alto rendimento, dà consulenza agronomica e si impegna a ritirare il raccolto: le foglie secche di stevia.

Chi vuole approfondire la conoscenza della stevia, può leggere i post su www.italstevia.com ed iscriversi al webinar (seminario via web) sulla stevia tramite il modulo https://italstevia.com/contatti/

 

 

 

1° infuso di stevia per G.D.O e privati

Importante successo per la “stevia MADE IN ITALY” : raggiunto un accordo di collaborazione fra Ital Stevia e Bioinagro Az. Agr. di Licata per la produzione e commercializzazione di infusi di stevia. (nella foto in alto prove di essicazione naturale al sole di Sicilia)

La stevia già presente nelle G.D.O. e nei negozi specializzati sotto forma di estratto in polvere, non ha fatto ancora la sua comparsa, in quei canali di vendita, come infuso di foglie secche per tisane. La differenza è rilevante perchè come spiega anche la D.ssa Luciana Angelini dell’ Università di Agraria di Pisa, nel paragrafo successivo, la stevia oltre che per il potere dolcificante a zero calorie, è importante perchè contiene benefiche sostanze anti-ossidanti/anti-aging  che con il processo di estrazione industriale vanno perse.

Gli estratti attualmente commercializzati sono infatti per lo più di origine asiatica e non sempre rispondono a criteri di qualità in termini di efficacia e sicurezza. In un articolo sulla rivista internazionale “Journal of the Science of Food and Agriculture” è stato inoltre messo in evidenza come gli estratti di stevia prodotti secondo le procedure messe a punto dai ricercatori dell’Ateneo pisano siano caratterizzati non solo da un elevato contenuto di composti dolcificanti, ma anche da un elevato potere antiossidante.

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“Gli estratti di stevia – ha aggiunto la prof.ssa Angelini – rappresentano un’eccellente possibilità per migliorare la dieta di soggetti affetti da varie patologie quali obesità, diabete mellito, malattie cardio-vascolari e carie dentale, e sono un’alternativa naturale ai dolcificanti artificiali come l’aspartame o la saccarina, i cui effetti sulla salute hanno recentemente sollevato molte preoccupazioni”.

Sono anche state definite  iniziative di co-marketing quale la presenza ai primi di settembre al SANA Salone Internazionale del Biologico e del Naturale quale vetrina per la presentazione ufficiale del 1° infuso di foglie secche di stevia “MADE IN ITALY”

Al Centro o al Sud la stevia è vincente

Ricevo ora dal Centro Servizi Agro-alimentari delle Marche ASSAM, Agenzia indicataci dal Consorzio Agrario dell’ Adriatico per la sperimentazione della stevia in quella regione, un aggiornamento sulla coltura di stevia in provincia di Fermo a 60 gg dal trapianto.

Con un altezza media di 40 cm fra una quindicina di giorni la stevia sarà pronta per il primo sfalcio: tutto merito delle attente cure del manager Gianni Malavolta e delle condizioni pedoclimatiche del marchigiano. Qui sotto la foto al momento del trapianto, avvenuto per cause indipendenti da Assam, in ritardo rispetto all’ epoca canonica di piantumazione che avrebbe dovuto avvenire ai primi d’ aprile: si noti la crescita avvenuta comparando ” l’erba dolce” con quella nella foto in testa.

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Nei BP prudenzialmente abbiamo considerato un solo raccolto il primo anno, in effetti al Centro ed al Sud è possibile avere due raccolti tenendo presente che, ribadisco, nel caso di Fermo le piante hanno perso tre settimane di aprile per cui sarebbero dovute essere già pronte ora per il taglio. La redditività media annuale è tra i 13.000€ a 18.000/20.000€ per 4 anni tanto dura il ciclo colturale con spese di gestione che si riducono dopo il trapianto a visite di controllo e costi di raccolta.

#stevia #agricoltura #steviapianta

 

Stevia essicazione naturale

Il momento del raccolto e successiva essicazione della stevia si avvicina, pertanto abbiamo provveduto ad effettuare alcune prove di disidratazione industriale.

Con il contributo di un’ azienda agrigentina abbiamo fatto delle prove disponendo alcune migliaia di tralci di stevia, provenienti dal vivaio di Campobello di Mazzara, in un mini-container e riscaldando con aria calda prodotta da un particolare pannello solare.

Questo pannello dotato anche di una parte a fotovoltaico, quindi autonomo dalla rete elettrica, convoglia un flusso d’aria laminare al suo interno che viene poi spinta nella camera di essicazione: il tutto porta ad un alto rendimento energetico e quindi di disidratazione della stevia con un ciclo diurno di 9 ore ad una temperatura controllata di 35 °C.

Abbiamo iniziato questi test con largo anticipo sul tempo previsto della raccolta a settembre per il verificarsi di un fatto inatteso: in un impianto in Sicilia ed in uno nelle Marche la stevia sta iniziando a fiorire , segnale inequivocabile che è il momento di procedere al taglio dell’ “ERBA DOLCE”. Ciò ci porterà ad effettuare due raccolti già al primo anno invece che uno come previsto, a tutto beneficio e rendimento del nostro Business Plan e degli agricoltori che hanno creduto in questo progetto.

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N.B. per appezzamenti di 1-2 ha è possibile essicare la stevia distendendola su teli, in un luogo assolato e protetta dal vento, per 2-3 g.g.

Sardegna nuovo impianto di stevia

Il piano di espansione di Ital Stevia continua con un’ importante collaborazione con il Consorzio Agrario del Sinis in provincia di Oristano.

La zona non lontana da Arborea, è particolarmente favorevole alla coltivazione della stevia che può costituire una valida alternativa alla coltivazione del carciofo.

L’ area sperimentale è l’ultima avviata quest’ anno e le piante madri erano già oltre misura nei vassoi di polistirolo: da analoghe storie di trapianti tardivi avvenuti nell’ Agrigentino, ora sappiamo che ” l’ erba dolce” è particolarmente rustica e dominante rispetto a molte infestanti : le foto sottostanti dimostrano la stevia prima e dopo “la cura” ( nella foto grande il lato a sinistra a metà campo è ancora da diserbare ) !!!

1° webinar “Guadagnare con la Stevia”

Organizzato da Global Agri Consulting per conto di Ital Stevia “Associazione Produttori Italiani di Stevia” e con la partnership dello Studio Fritegotto, si terrà nella seconda metà di settembre 2018 il

1° webinar “Guadagnare con la Stevia”

Il seminario via WEB fornisce le conoscenze di base per avviare una redditizia coltivazione di Stevia in Italia.
E’ rivolto a liberi professionisti ed imprenditori agricoli, tecnici dipendenti di strutture e/o organismi associativi pubblici o privati operanti nel comparto orto-floro-frutticolo, e a dottorandi e ricercatori in agraria.

La data del corso verrà decisa entro fine agosto.

COSTO ISCRIZIONE: Da definire

DOCENTE: Dott. Massimo Somaschini, dottore in agraria, con esperienza pluriennale ed internazionale, in particolare sulle coltivazioni di stevia e bambù gigante.

DURATA: Il corso avrà la durata di 1 ora

PROGRAMMA:
PREMESSE
ORIGINI
MORFOLOGIA
DIFFUSIONE
COLTIVAZIONE
CONCIMAZIONE
IRRIGAZIONE
RACCOLTA
ESSICAZIONE
REDDITIVITÀ
FILIERE A VALLE
CONCLUSIONI

Al termine verrà consegnato un Attestato di partecipazione

La QUOTA di ISCRIZIONE da DIRITTO a:

– Partecipazione al seminario
– Dispensa didattica sui temi del corso in PDF
– Attestato di partecipazione

Per maggiori informazioni sul CORSO e per fare la Pre-iscrizione: stevia1949@gmail specificando

  • nome – cognome
  • qualifica (agricoltore, studente, ricercatore, ecc. )
  • città di residenza
  • giorno della settimana di vs. gradimento ( lunedi, martedì,mercoledì, ecc.)
  • fascia oraria ( 10-12, 15-17, 18-20 )

Aggiornamento al 07/08 : a seguito di molte pre-iscrizioni da diverse regioni d’ Italia il corso verrà fatto a settembre, in modalità web-seminar per permettere a tutti di partecipare risparmiando sui costi di trasferta, comodamente dal computer di casa vostra.

L’ultimo dei Fascitrari e la stevia (+ 1ha a SR)

Nella provincia di Siracusa , fra i monti Iblei ed il territorio di Sortino si estende un’ area conosciuta dai tempi dei Romani ed ancora prima dai Greci  per la bontà del suo miele.     Ma la peculiarità sta nel fatto che” per costruire l’arnia per ospitare le loro api, utilizzavano la ferula, una pianta erbacea da sempre diffusa nel Bacino del Mediterraneo. Attraverso l’intreccio dei fasci realizzavano una cassa a forma di parallelepipedo all’interno della quale venivano posti i favi. Il fascetre era talmente all’avanguardia e raffinato che consentiva di non ricorrere all’apicidio per annegamento o per asfissia da zolfo. Tenuto volutamente segreto proprio perché garantiva l’integrità e l’alta qualità del miele, i grandi testimoni del passato affermavano quanto i latini apprezzassero particolarmente quello ottenuto da questo tipo di arnia. ”

L’apicoltore di Sortino,  Sebastiano Saccuzzo, anche lui figlio d’arte ed ultimo dei “fascitrari” ha conservato questa tradizione millenaria ma da agricoltore eclettico, si è anche innamorato della stevia, avviando , vicino alle sue api, circa un ettaro di “erba dolce” con l’ assistenza di Ital Stevia. Anche a Lui ed alla sorella Giusy, un sincero augurio di un altro successo.

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  • la pianta dai fiori rosa è la “saponaria” pianta colonizzatrice dei versanti lavici dei coni vulcanici spenti dell’ Etna
  • quella gialla la Ferula communis, dal cui stelo si ricavano strisce semi-legnose utilizzate dai Fascitrari, per costruire un originale tipo di arnia
  • Sebastiano Saccuzzo con le sue api

A Licata altri 2,5 ettari di stevia in Sicilia

Abbiamo visitato oggi in compagnia del Presidente di Promo Imprese il Dott. Vincenzo Morreale a Licata le coltivazioni di stevia.

Il trapianto, uno degli ultimi fatto con piante madri 2018 di Italstevia, è stato portato a termine nella prima decade di giugno, con temperature intorno ai trenta gradi. Questa piantagione si somma a quelle già esistenti nelle province di Trapani e Siracusa.

Per tutta una serie di problemi contingenti il trapianto invece che iniziare ai primi di aprile , è avvenuto con due mesi di ritardo una sfida che ci ha permesso di verificare la rusticità di questa “erba dolce” che ha attecchito al 95%.

Promo Imprese Associazione che raggruppa un folto gruppo di aziende agricole di Licata e dintorni ha condiviso con Ital Stevia il ns. progetto e tale era la voglia di entrambi di provare che le piante sono uscite dal ns. vivaio di Campobello di Mazzara con un’ altezza di circa 30/40 cm invece che 12/15 cm come di norma ( vedi foto sotto). Sono state cimate per circa tre quarti della loro grandezza ed in pochi giorni, una volta attecchite, hanno incominciato a produrre nuovi virgulti ricompensando le nostre attenzioni.

stevia Milazzo

Ital Stevia si spinge a NORD

Con un certo ritardo dovuto alle avverse condizioni atmosferiche di questi ultimi giorni, è avvenuto il trapianto dell “erba dolce” o stevia in provincia di Udine.

L’impianto pilota riveste una particolare importanza data la latitudine e quindi le condizioni climatiche diverse da quelle in Sicilia  Romagna, anche se esistono piantagioni annuali a Plovdiv in BULGARIA o poliennali a Pinerolo in Italia.

In un terreno vicino, in collaborazione con un eclettico agricoltore di Medea, Franco Zuttioli ,abbiamo provato una consociazione sotto filari di GoJi.

Più profittevole e facile sarebbe al Sud la consociazione in uliveti a sesto ampio , chi fosse interessato mi può contattare. (3701323488)

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1° cocktail Campari ed infuso di stevia

Un incontro fortuito ci ha fatto conoscere Giuseppe Varo estroso barman della movida Milanese. Poche parole ed è nata l’idea di un innovativo cocktail che fondesse l’ amaro del Campari e la dolcezza della stevia.

L’infuso di stevia fornito da Ital Stevia, coltivata in Italia senza lavorazioni chimiche ma solo essicata, è stato messo a stemperare nel Campari, a cui poi è stata aggiunto dello spumante brut ed altro. Le abili mani ed  i magici dosaggi di Giuseppe hanno creato un cocktail da “urlo” anzi un “LAMPO di LUCE ” : questo il nome del cocktail e della madrina sua ideatrice con Giuseppe Varo (foto in basso)

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