L’ultimo dei Fascitrari e la stevia (+ 1ha a SR)

Nella provincia di Siracusa , fra i monti Iblei ed il territorio di Sortino si estende un’ area conosciuta dai tempi dei Romani ed ancora prima dai Greci  per la bontà del suo miele.     Ma la peculiarità sta nel fatto che” per costruire l’arnia per ospitare le loro api, utilizzavano la ferula, una pianta erbacea da sempre diffusa nel Bacino del Mediterraneo. Attraverso l’intreccio dei fasci realizzavano una cassa a forma di parallelepipedo all’ interno della quale venivano posti i favi. Il fascetre era talmente all’avanguardia e raffinato che consentiva di non ricorrere all’apicidio per annegamento o per asfissia da zolfo. Tenuto volutamente segreto proprio perché garantiva l’integrità e l’alta qualità del miele, i grandi testimoni del passato affermavano quanto i latini apprezzassero particolarmente quel miele, ottenuto da quel tipo di arnia. ”

L’apicoltore di Sortino,  Sebastiano Saccuzzo, anche lui figlio d’arte ed ultimo dei “fascitrari” ha conservato questa tradizione millenaria ma da agricoltore eclettico, si è anche innamorato della stevia, avviando , vicino alle sue api, circa un ettaro di “erba dolce” con l’ assistenza di Ital Stevia. Anche a Lui ed alla sorella Giusy, un sincero augurio di un altro successo.

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  • la pianta dai fiori rosa è la “saponaria” pianta colonizzatrice dei versanti lavici dei coni vulcanici spenti dell’ Etna
  • quella gialla la Ferula communis, dal cui stelo si ricavano strisce semi-legnose utilizzate dai Fascitrari, per costruire un originale tipo di arnia
  • Sebastiano Saccuzzo con le sue api
  • in alto foto di gruppo con Sebastiano e la sorella nel campo da poco piantumato a stevia

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Massimo Somaschini

Dottore in agraria con diversificata esperienza in Italia ed all' estero in progetti integrati e coltivazioni industriali in particolare di bambù gigante e stevia