Investire nella stevia

STEVIA –   l’ ERBA DOLCE

” una pianta  erbacea dalle enormi potenzialità “

In “pillole” vi esporrò di seguito gli aspetti agronomici e reddituali di questa nuova e proficua coltura una vera “miniera verde”.

stevia granada coltivazione 1596

 

La stevia entra in produzione in pochi mesi ed il mercato di sbocco è già pronto : colossi come Coca Cola, Zuegg, Vigorsol ed EstaThe (Ferrero) hanno inserito la stevia o meglio gli steviosidi come edulcorante, nei loro prodotti, ma conosciamola nel dettaglio:

  • nome botanico stevia rebaudiana
  • è una pianta erbacea, quadriennale
  • conosciuta da migliaia d’anni in America Latina dagli indiani Guarani, in epoca pre-colombiana, come “erba dolce”
  • potere edulcorante 200-300 volte lo zucchero
  • zero calorie
  • durata della coltura quattro anni, due-tre raccolti all’anno
  • richiede terreni da medio impasto a sciolti, ben drenati, inverni miti,
  • irrigazione a goccia e pacciamatura
  • in Giappone copre già circa il 50% del mercato degli edulcoranti
  • in Europa , autorizzata dal dicembre 2011, copre solo l’ 1,5 %
  • mercato mondiale della stevia nel 2020 sugli 11-17 miliardi di $
  • l’obesità come il diabete sono un grosso problema ed i Governi stanno studiando soluzioni, come gli edulcoranti naturali a zero calorie come la stevia,  anche per ridurre i costi sociali che queste malattie comportano

foglie stevia

Le piantagioni in Italia sono ancora poche, a differenza di Spagna e Grecia che si sono già lanciate in colture estensive. Le regioni più indicate sono quelle al Sud o zone con inverni miti .

Le aree pilota sono iniziate in varie parti d’ Italia, con redditività di 13.500/20.000€/ ettaro € media annuale, per quattro anni : tanto dura il ciclo produttivo della stevia prima di essere rinnovata con un altro trapianto di giovani piantine. Nel Centro/Sud Italia i raccolti possono essere tre e quindi la reddittività è più alta.

I costi di gestione sono modesti essendo le piante pacciamate ed irrigate a goccia, per cui l’impegno maggiore sono alcune giornate/ettaro per la raccolta ed essicazione al sole, delle foglie oltre ad un’ attività periodica di controllo delle piante.

L’ investimento è di 14.400 €/ha per 80.000 piante madri ibridi industriali e centralina di monitoraggio, fornite da Ital Stevia che dà anche assistenza agronomiche e ritira il prodotto . Sui dati raccolti in Italia quest’ anno circa altri 5.000€ si devono aggiungere per la pacciamatura, ali gocciolanti e posa in campo delle piante madri.

Le aree pilota avviate quest’ anno servono per stabilire, la percentuale di glucosidi steviolici presenti nelle foglie secche di stevia: con questa percentuale si calcola il prezzo con cui verrà pagato il raccolto ed è fortemente influenzata dalle condizioni pedo-climatiche aziendali ed dall’ oculata gestione degli stress idrici delle piantine di stevia da cui l’ utilità delle centraline elettroniche di monitoraggio.

Concludendo possiamo affermare che la stevia rientra a pieno diritto fra le piante adatte a diversificare le produzioni agricole introducendo una coltura estensiva, agronomicamente facile ed ad alto reddito: d’ altro canto, il mercato di sbocco della stevia, è già aperto e pronto per essere sfruttato anche dagli agro-imprenditori italiani.

Altre informazioni le potete leggere su altri miei post sulla STEVIA