Stevia al metanolo sì o no ???

Riporto di seguito una notizia che è comparsa sue web non corretta sulla stevia, ma che la Direzione di quel blog, su mia segnalazione ha correttamente rettificato:

https://www.senzalinea.it/giornale/zucchero-raffinato-zucchero-di-canna-e-le-bufale-in-rete/

Purtroppo non sempre i direttori di testate e blog sono così solerti e tante bufale sulla stevia vagano in Rete: nel dubbio NON esitate a contattarmi info@italstevia.com

Dove ci sono i soldi la stevia si coltiva !!!

La notizia ANSA http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/business/2019/06/07/italiani-riscoprono-erbe-officinali-25-mln-di-kg-nel-2018_15ecea8f-df26-4363-8fd1-05b52056e9b2.html è del 7 giugno : Bonifiche Ferraresi ha avviato le coltivazioni di erbe officinali, compresa la stevia ( già dal 2018 n.d.r.) in provincia di Oristano, per uso tisane e nutraceutica.

Quando ero stato a ottobre 2018 a Cabras (OR) https://videopress.com/v/xw1iwYRF a visionare il campo sperimentale di Italstevia che si trova a 27 km da quello di Bonifiche Ferraresi ad Arborea, avevo avuto notizia dei loro tentativi nel 2018 di coltivare la stevia.

Parlando con un loro agronomo ero venuto a conoscenza degli scarsi risultati ottenuti ad Arbore terreni poco drenanti ed in presenza di condizioni micro-climatiche locali sfavorevoli, in confronto alla nostra che era cresciuta rigogliosa nonostante le scarse cure, due bombe d’ acqua e l’ assenza di ferti-irrigazione ( come raccomandato nel nostro disciplinare di coltivazione ).

La beffa è che la notizia giunge da un’ analisi della Coldiretti, che più volte da Noi direttamente interpellata, ha sempre snobbato il piano industriale Italstevia mentre Bonifiche Ferraresi SpA forte di mezzi finanziari per coltivare i suoi 6.500 ettari e di un nutrito pool di agronomi lungimiranti, l’ ha fatto suo.

Sarà questa la svolta per far coltivare anche agli agricoltori di Coldiretti oltre che la povera barbabietola da zucchero, anche la facile e redditizia “erba dolce” la stevia ?

” ai posteri l’ ardua sentenza “

Crescita consumi stevia U.S.A. +31% Italia 0%

Una ricerca sui prodotti a base di stevia appena pubblicata da Primapress di Chicago fatta dall’ autorevole  Mintel Group di Chicago riporta un aumento del 31 % di prodotti contenenti stevia come edulcorante più usato come sostitutivo dello zucchero.

In Italia i prodotti che contengono stevia sono poche unità, l’enorme discrepanza ha una spiegazione purtroppo politica: è in atto un blocco perpetrato dalle lobby degli zuccherifici in accordo con le Associazioni degli agricoltori. https://italstevia.com/la-cecita/

Tutto ciò avviene mentre i Media di settore , a quanto mi risulta, fanno finta di non vedere.

Le conseguenze sono che gli agricoltori, che essendo l’ anello più debole dovrebbe essere quello più tutelato, sono indotti a coltivare barbabietola da zucchero con redditività per ettaro minimali che si quintuplicherebbero coltivando invece stevia https://italstevia.com/esclusiva/

Eppure le coltivazioni-pilota di stevia, fatte nel 2018 in diverse regioni del Centro-Sud Italia, hanno dato buoni risultati, ma in mancanza di un adeguato supporto politico-finanziario, nel 2019 si sono fermate.

Le ricadute per i consumatori (diabetici od a rischio diabete in particolare ) sono quelle di non avere a disposizione bevande ed alimenti con un dolcificante a ZERO CALORIE e naturale come la stevia.

Di seguito riporto l’ articolo di Primapress ” Nel 2018, il numero di nuovi prodotti che utilizzano la stevia è cresciuto del + 31%. Ciò corrisponde a un aumento del + 11% nel 2017. Ciò significa che il tasso di crescita dello scorso anno è quasi triplicato. Nell’osservare separatamente i lanci di bevande e alimenti con la stevia l’anno scorso, l’aumento è stato del + 36% per le bevande e del + 27% per gli alimenti.
I dati del 2018 continuano a mostrare l’accresciuta adozione di stevia come ingrediente importante per le aziende del settore delle bevande e alimentari. In una serie di categorie, dove vengono usati dolcificanti ad alta intensità, la stevia è ora il leader; queste categorie comprendono: bevande a base vegetale (alternative lattiero-casearie); gelato a base di latte e yogurt congelato; tè freddo pronto da bere; e condimenti e aceti. Stevia ha anche un’alta incidenza di utilizzo in: bevande gassate; e sostituzioni di pasti e altre bevande.  “

Stevia: a chi interessa ?

Qui sopra trovate le statistiche 2018 di chi ha visitato il sito di ITALSTEVIA.COM . Nonostante non sia stata fatta nessuna azione specifica di indirizzamento o web-marketing abbiamo avuto circa 18.000 visite con una media di 50-100 visite al giorno.

Veniamo a chi interessa la stevia : il profilo del lettore è medio-alto partendo dal fatto che i post pubblicati anche su LinkedIn ove ho 5000 followers , questi sono formati da agronomi o commerciali od imprenditori.

Un’ annotazione a parte merita la suddivisione per nazione: al di là del numero ovviamente alto da parte di italiani, merita attenzione la presenza notevole degli U.S.A. e significativa dei tedeschi seguiti da inglesi, algerini, spagnoli ed ovviamente cinesi ( i maggiori produttori al mondo )

Sotto trovate la cartina mondiale con tutte le nazioni in rosa i cui abitanti hanno visitato il sito nel 2018

Guardando la globalizzazione dell’ interesse per la stevia rimango sempre basito della latitanza delle Organizzazioni Agricole Italiane, Coldiretti in primis: provate a cercare STEVIA su https://www.coldiretti.it/

Coldiretti e la eco-sostenibilità della barbabietola da zucchero

Da quanto leggo la potente organizzazione Coldiretti sta spingendo gli agricoltori a riprendere le coltivazioni di barbabietola da zucchero. Ammetto di essere di parte sostenendo da più di due anni che per diversificare le coltivazioni al Centro e Sud Italia il dolcificante più eco-sostenibile (e remunerativo ) è la stevia e non la bietola da zucchero .

Sta di fatto che la stevia 400 volte più dolce dello zucchero richiede un quinto della terra in rapporto a quella dedicata alla barbabietola da zucchero ed un un quarto del volume d’ acqua necessario per una piantagione di pomodoro. ( dati consumi acqua campagna stevia 2018 )

Un approfondito studio del 2013 ha dimostrato che le emissioni di carbonio sono il 55% inferiori a quelle prodotte dalla barbabietola da zucchero ed i consumi d’ acqua del 92 % inferiori in rapporto al potere dolcificante.

Il rapporto conclude chiosando: con la naturale dolcezza della stevia, gli agricoltori possono aiutare le persone a mantenere una dieta salutare e rispettosa dell’ambiente, e questo è qualcosa a cui i consumatori, i professionisti della salute e i produttori di bevande tengono in particolar modo.

Pure Circle azienda leader mondiale nell’ estrazione degli steviosidi ( fatturato 131 milioni di $ ) riguardo alla sostenibilità della stevia, fornisce sul suo sito le seguenti cifre:

Coca + stevia con Italiani “alla finestra”

Finalmente Coca Cola il colosso del beverage, ha ripreso le pubblicità della Coca Cola alla stevia.

Il video molto spiritoso ed anti-conformista sta avendo un grande successo:

La stevia anche se in ritardo nella sua diffusione in Europa, è un indiscusso dolcificante naturale a ZERO calorie utilissimo per diabetici ed obesi che l’industria alimentare sta aggiungendo ad innumerevoli prodotti.

Nonostante l’ impegno da parte nostra di Ital Stevia al ritiro del prodotto, la maggior parte degli agricoltori , in parte o totalmente, non ha conferito il raccolto di stevia nel 2018 vanificando i loro come i nostri sforzi per diffondere una coltivazione erbacea semplice ed ad alto reddito. Poche settimane ci separano dall’ inizio delle piantumazioni, dopo di che se nessun altro la coltiverà, la campagna del 2019 sarà irrimediabilmente persa con gli Italiani alla finestra a guardare le coltivazioni altrui in Spagna, Francia e Grecia.

S. O. S. stevia

Nonostante le oltre 4000 visualizzazioni sui diversi Social e la prospettiva di lauti guadagni, nessuno, in particolare in Sicilia terra flagellata dalla disoccupazione, si è sentito di assumersi la carica di “project leader ” delle piantagioni di stevia per il 2019, proposta fatta circa un mese fà nel mio precedente post con il risultato :

il piano agro-industriale della stevia “made in Italy” è fermo.

Al fine di non disperdere l’ enorme mole di dati raccolta nei campi pilota dell’ anno scorso in Sicilia e nel resto d’ Italia, la mia esperienza pluriennale maturata all’estero ove la stevia è una coltura ampiamente diffusa perchè remunerativa e di poco impegno, ho deciso di scrivere un libro per gli agricoltori lungimiranti:

“Guadagnare con la Stevia” .

Per la pubblicazione di questo manuale tecnico-pratico, cerco uno sponsor che in quota parte ripaghi il patrimonio intellettuale ed il tempo da me profuso ( due anni ) in giro per l’ Italia.  Ho dimostrato che anche il nostro Paese può avere un ruolo importante come già in atto in Spagna, Francia e Grecia per centinaia di ettari, nella coltivazione di questo dolcificante naturale ed a ZERO calorie da quasi cinquant’anni sul mercato mondiale.

Per inciso ricordo che nel mondo sono oltre 9000 i prodotti alimentari che contengono stevia al posto dello zucchero.  Per non parlare del Giappone, popolo non certo sprovveduto in fatto di tecnologie e controlli alimentari ma immune dalle pressioni delle lobby dello zucchero,  che fa registrare un uso per oltre il 50% di dolcificanti a base di stevia utilizzata e prodotta dal lontano 1971 dalla Morita Kagaku Kogyo Corporation.

p.s. il libro sulla stevia sarebbe il secondo di una collana da me iniziata con :

“Guadagnare con il Bambù Gigante”

1875 x 2500 Prima di copertina - con WEB