Bambù Gigante un’alternativa

ESISTONO DUE MODI PER INVESTIRE IN QUESTA ALTAMENTE REMUNERATIVA COLTIVAZIONE:

  • PER CHI HA TERRENI IRRIGUI : può comprare, con la mia consulenza,  le piante da società specializzate. Le piante madri di bambù gigante devono avere idonee garanzie di attecchimento ed adeguata altezza. Seguirà  la  gestione agronomica e commerciale del bambuseto.

  • PER CHI NON HA TERRENI AGRICOLI può acquistare un bambuseto a quote di una società s.r.l. specializzata. Esistono sul mercato SRL finalizzate alla piantumazione, gestione, raccolta e commercializzazione dei prodotti ovvero germogli e culmi . Anche in questo caso posso fornire indicazioni sulle società più serie presenti in questo settore.

REDDITIVITA’


  • Di fatto una pianta madre fà al 2° anno almeno 4 germogli per cui partendo da almeno 1000 piante ettaro, avremo al 2° anno 4000 germogli, al 3° anno 16.000, al 4° anno 64.000 germogli…non male per una pianta erbacea dall’aspetto arboreo e con il più veloce coefficiente di crescita al mondo: un germoglio di un bambuseto adulto raggiunge 8-10 mt. d’ altezza in 40-60 g.g.

Considerando una tempistica media di 4-5 anni che ci separa dall’ entrata in produzione, cosa può spingerci a scegliere questa coltivazione rispetto ad un impianto di viti o kiwi ?

LE MOTIVAZIONI SONO ESSENZIALMENTE CINQUE :

– la facilità di coltivazione: parliamo di una pianta graminacea , come il grano ed il mais, che da sola si allarga e colonizza il terreno;

– costi di impianto ridotti: non abbiamo bisogno di laboriose palificazioni, di   trattamenti antiparassitari, legature o potature ;

– costi di gestione minimi: irrigazione, concimazione e raccolta;

– alta redditività ed in crescita con il passare degli anni;

– decine di filiere di collocamento dei prodotti.

Si può partire con un ettaro (10.000 mq.) o poco meno di terreno irriguo ed ancora meno se la piantumazione è fatta in serra in zone quali la Liguria.

L’investimento iniziale varia dai 20.000 € ai 30.000 € a seconda del numero di piante più un eventuale impianto d’irrigazione a goccia.

La redditività è data dalla vendita di germogli e culmi (canne).

La  coltivazione del BAMBU’ GIGANTE  specie commestibile, Phyllostachys edulis  al solo fine della raccolta di germogli, sarebbe più che sufficiente ,a partire dal 4/5 anno, a ripagare dell’ investimento fatto.

I prezzi sono :  fra i 10-12€ al kilo per i germogli ( prezzo all’ingrosso rilevato dall’ Autore, a maggio 2016 Mercato Ortofrutta Milano) e 0,80-1,00 € al metro per i culmi.

Considerando una soglia di prezzo molto bassa,  di 2,00 € al kg per i germogli e di 0,60 € al metro lineare per i culmi , la redditività si aggira sui 25.000/35.000 € per ettaro, per i bambù in serra anche maggiore.

Una precisazione: la redditività indicata poc’ anzi,  è destinata ad aumentare notevolmente di anno in anno, dato che il bambù gigante tende ad infittirsi col passare del tempo. La pratica della raccolta razionale dei germogli serve anche a mantenerlo diradato aumentandone la produttività.

Nel nostro Paese ci sono già circa 2000 ettari a bambù gigante suddivisi in circa 1000 aziende agricole ubicate in modo sparso, fra Trento e Palermo.

germogli in salamoia

L’ Italia importa qualche centinaio di containers di bambù dalla Cina e Sud Est asiatico per i più svariati utilizzi oltre a semi-lavorati quali pannelli laminati in bambù e filati di bambù.

I germogli di bambù troppo pesanti per essere trasportati per via aerea e troppo distanti per affrontare il trasporto di 40/40 gg via mare, arrivano prevalentemente in salamoia ad un prezzo nella grande distribuzione di 3,70€ al kilo nulla a che vedere con un germoglio “fresco” a chilometro Zero o quasi.

Secondo i dati del 2016, circa l’ 8% della popolazione italiana è vegetariana, ( parliamo di circa 5.000.000 di persone ) numero che definire ‘nicchia’ è assolutamente inadeguato, e non a caso sugli scaffali dei supermercati spuntano sempre più numerosi prodotti ad hoc, che fino a qualche anno fa era impensabile poter trovare .

In un ottica di fattibilità, rispetto alle colture tradizionali, valutiamo anche i ridotti costi di gestione ovvero l’ acqua per irrigare, tre concimazioni all’ anno (1.000 €/anno nei primi  4 anni )) e 90/120 giornate/uomo per ettaro per la raccolta ( 8.000 € dal4° anno in poi ).