Irrigazione empirica ? No, elettronica e Neurobiologia vegetale ci spiegano i perchè.

Nella mia quarantennale carriera agronomica la domanda che mi sono sentito rivolgere centinaia di volte è : quando devo irrigare ?

Fortunatamente i tempi cambiano ed anche in agricoltura si fanno strada nuove tecnologie: un’ azienda 100% italiana ha messo a punto un sistema elettronico semplice ma efficace, in grado di aiutare l’ agricoltore sulla tempistica di quando irrigare.

Che sia una coltura di molti ettari o un giardino metropolitano, alcuni sensori posti nel suolo rilevano il grado di umidità in continuo, trasmettendo i dati ad una centralina che a sua volta li invia al server dell’ Azienda o del responsabile, ed il gioco è fatto!

Fortunatamente dopo anni di predominio di società americane ed anglosassoni, ora sul mercato esistono ottimi prodotti made in Italy: è il caso della Elycon di Latina specializzata in sistemi di monitoraggio in agricoltura.

La centralina sulla base dei dati ricevuti, tramite un programma, elabora un diagramma che ci indica lo stato di “stress idrico” delle piante dandoci le indicazione di quando irrigare al fine di mantenere il giusto grado di umidità nel terreno. Il monitoraggio dei dati è consultabile da computer o smartphone.

Personalmente ne ho utilizzato diverse unità nei campi pilota di stevia nel Centro-Sud Italia, diseguito vi riporto uno studio fatto su una piantagione di kiwi dove sono evidenti i benefici economici.

A proposito dello stress idrico, vale la pena ricordare le strabilianti scoperte fatte da una nuova scienza la Neuro-Biologia Vegetale”. In primis, quelle del Prof. Stefano Mancuso direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale di Firenze e della rivista «Plant Signaling & Behavior», uno dei fondatori della disciplina che studia i segnali e la comunicazione nelle piante a tutti livelli di organizzazione biologica dalla singola molecola alle comunità ecologiche.  Sono state scoperte sempre più complesse reazioni biochimiche nelle piante dovute per esempio alla mancanza d’ acqua o da un’ irrigazione eccessiva: queste reazioni sono comparabili a quelle del sistema nervoso degli organismi superiori, producendo nelle piante dei comportamenti di auto-difesa e provocando anche  il rallentamento vegetativo delle stesse.

 Da qui l’importanza , come da sperimentazioni effettuate in pieno campo, di irrigare al momento giusto per :

  • ridurre i consumi idrici evitando “stress” che rallentino la vegetazione delle piante
  • diminuire i consumi energetici relativi alle stazioni di pompaggio
  • aumentare la produzione e la qualità di ortaggi, frutta, erbe aromatiche ecc

  • aggiungendo sensori dell’ umidità fogliare, decidere la tempistica dei trattamenti con fitofarmaci diminuendone frequenza ed intensità degli stessi

Pertanto la vera domanda è : conosci a fondo lo stato di benessere delle tue piante, di quelle piante che sono la tua fonte di reddito ?

Un ottimale e costante stato di idratazione , come per gli esseri umani, è fondamentale anche per lo sviluppo dei vegetali !!!

Il sistema di monitoraggio nella configurazione base costa intorno ai 1000 € ed è pronto per l’uso. Ulteriori sensori si possono aggiungere per rilevare temperatura ed umidità dell’ aria, vento, pioggia , luminosità ecc.

Per informazioni cell. 3701323488 o scrivete a folgore1949@gmail.com

La Neurobiologia delle Piante – Prof. Stefano Mancuso

Cito da Stampalibera.it : Il “New Yorker” lo ha inserito, quest’anno, nella classifica dei “world changers”, le personalità che stanno cambiando il mondo, uno scienziato capace di analizzare tra i primi le potenzialità dell’intelligenza “silenziosa e sconosciuta” delle piante e dei fenomeni complessi legati al mondo vegetale. Stiamo parlando di Stefano Mancuso, il botanico originario di Patti che è diventato una figura di riferimento internazionale, direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia vegetale (LINV) dell’Università di Firenze, docente in Giappone, Svezia, Francia, membro fondatore dell’”International Society for Plant Signaling & Behavior”, autore di testi sul mondo delle piante tradotte in una ventina di lingue, che hanno ricevuto premi quali “The science book of the year” 2016 del ministero della ricerca austriaco. Di recente “Le Monde” ha dedicato addirittura la prima pagina, con la foto di Mancuso in primo piano, alle straordinarie scoperte della “neurobilogia vegetale”

Un luminare della biodiversità e dell’ecocompatibilità, capace di analizzare la memoria delle piante, la loro capacità di adattamento, la loro capacità organizzativa, le potenzialità vegetali per combattere l’inquinamento ambientale tramite la “fitorimediazione”: “Le piante incarnano un modello molto più resistente e moderno di quello animale; sono la rappresentazione vivente di come solidità e flessibilità possano coniugarsi. La loro costruzione modulare è la quintessenza della modernità: un’architettura cooperativa, distribuita, senza centri di comando, capace di resistere alla perfezione a ripetuti eventi catastrofici senza perdere funzionalità e in grado di adattarsi con grande rapidità a enormi cambiamenti ambientali”, scrive nel recente saggio Plant Revolution, edito da Giunti.

Pubblicato da

Massimo Somaschini

Dottore in agraria con diversificata esperienza in Italia ed all' estero in progetti integrati e coltivazioni industriali in particolare di bambù gigante e stevia